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CENNI STORICI
(con citazioni e passi tratti dall’opera “Sulle sponde dello Sporeggio”, di Don Pietro Micheli)
Sporminore “sorge su una spianata piena di sole, coltivata assieme alle pendici sottostanti a frutteto, confinata dal Fossato del Castello Rovina e dallo Sporeggio, a mezzodì, e dal lovernatico a mezzanotte. A 515 m. s.l.d.m., su una superficie catastale di 1749 ettari”.
Spor, o Sporo è un nome collettivo che all’inizio indicava indifferentemente tutti i casolari sparsi sulle due rive del torrente Sporeggio. Lo si trova scritto per la prima volta nel 1185 nella forma “Spaurum”, legato alla nomina feudale di Gualtiero di Sporo.
I primi abitatori della zona sono stati certamente i Reti, presenti su tutto il territorio regionale. E’ certa anche la presenza dei Galli Cenomani la cui influenza si riscontra nella forma tipica della parlata che, come quelle dell’intera Valle di Non, appartiene al gruppo che utilizza il monotongo OE. La presenza dei Romani, non ha lasciato grosse tracce. In età altomedievale la presenza dei Longobardi vede il territorio del bacino del Noce diviso, dal punto di vista amministrativo, in 4 Gastaldie: la prima facente capo a Livo, la seconda facente capo a Cles, la terza ad Anauni (S.Zeno) e la quarta a Mezzocorona. Quest’ultima comprendeva l’ampia zona che va da Zambana e Nave San Rocco a Fai della Paganella, da Spor a Vervò, Segno e Taio. Il territorio della Pieve di Spor, all’epoca, riuniva in sé gli abitati di Sporminore, Spormaggiore e Cavedago; abbracciava tutta la conca che cominciava al fiume Noce e al rio Lovernatico e saliva fino ad Andalo e andava dal monte Fausior fino all’opposta cresta di monti adiacenti a S. Maria di Campiglio. Nel XI secolo nasce il Comune inteso come “comunione” e “concordia”. Espressione giuridica della maturità raggiunta è la Carta di Regola: un’insieme di leggi statutarie che testimoniano la volontà degli abitanti di “regolamentare” la propria vita di comunità. Il crescere della popolazione, determina poi l’esigenza di un’organizzazione territoriale più funzionale alle aumentate esigenze dei villaggi. Si arrivò così, presumibilmente tra l’XII ed il XIII secolo d.C. al primo frazionamento dei territori. L’autore suppone, riferendosi alla lettura di alcuni documenti dell’Archivio Episcopale di Trento, che tale frazionamento sia antecedente al 1212, data in cui si trova la dicitura “Spor Maggiore”, intendendola come distinzione da uno ”Spor Minore”. Tra il 1473 ed il 1523 avviene anche la divisione di Cavedago da Spormaggiore.Successivamente tale stato di cose viene ulteriormente perfezionato con la formale divisione dei territori del 28 agosto 1712, attraverso un atto che però non definisce ancora chiaramente i confini e le proprietà, mantenendo promiscui alcuni diritti, come ad esempio quelli riferiti alle malghe e ad alcuni boschi, come quello della Marnara, situato nelle vicinanze del Castello Sporo Rovina.Nel corso del periodo medievale Spor ha fatto parte della Contea Tirolese fino al 1815, anno in cui, a seguito della Restaurazione, viene incorporato nel nuovo assetto politico/amministrativo austroungarico. Durante il ventennio fascista, con il Regio Decreto n. 2196 del 14 agosto 1928, si ritornava ad avere un unico comune, Spor, con sede a Spormaggiore.Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1947, vennero poi ricostituiti i Comuni di Sporminore e Cavedago, ognuno con le proprie circoscrizioni territoriali.
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